Lo Studio Legale Bongiorno sta selezionando professionisti

Lo Studio Legale Bongiorno sta selezionando professionisti da inserire nel team che opera presso la sede di Roma.

Il candidato ideale è un giovane avvocato, laureato con lode, che abbia maturato due/tre anni di esperienza in studi legali specializzati in diritto penale e che abbia pubblicazioni in materia di diritto e procedura penale.

È valorizzata l’attitudine allo studio e alla ricerca. Costituisce requisito indispensabile l’ottima conoscenza della lingua inglese, sia orale che scritta.

 

 

Per sottoporre la propria candidatura inviare il curriculum vitae all’indirizzo e-mail: segreteria@studiolegalebongiorno.it.

Artato frazionamento di impianti FV, una sentenza potrebbe cambiare le cose

Un’ordinanza del Tribunale Penale di Roma ha accolto l’inedita tesi pubblicistica, elaborata dagli Avv. Andrea Sticchi Damiani e Giulia Bongiorno, sulla validità dell’autorizzazione in DIA di due impianti fotovoltaici confinanti. Disposto il dissequestro anche degli incentivi percepiti. Una pronuncia che potrebbe mutare gli orientamenti giuridici in tema di contiguità di DIA.

http://qualenergia.it/pro/articoli/artato-frazionamento-di-impianti-fv-una-sentenza-potrebbe-cambiare-le-cose/

Cerved: Marco Nespolo nominato Amministratore Delegato, Fabio Cerchiai confermato Presidente

Il Consiglio di Amministrazione di Cerved Information Solutions S.p.A. (MTA: CERV) – holding direzionale al vertice del gruppo Cerved e leader in Italia nell’analisi del rischio di credito – si è riunito in data odierna sull’attribuzione delle cariche sociali in seguito all’Assemblea degli Azionisti tenutasi in data 29 aprile 2016 che ha, inter alia, rinnovato il Consiglio di Amministrazione stesso. Il nuovo Consiglio di Amministrazione ha attribuito le cariche sociali sino all’assemblea che sarà convocata per l’approvazione del bilancio d’esercizio di Cerved Information Solutions S.p.A. al 31 dicembre 2018. Fabio Cerchiai è stato confermato Presidente. A Gianandrea De Bernardis, nominato Vicepresidente Esecutivo, sono state conferite deleghe rilevanti. Nel ruolo di Amministratore Delegato è stato nominato Marco Nespolo, Direttore Generale Operativo di Cerved Group S.p.A. da luglio 2013. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre nominato i seguenti comitati consiliari: – per il Comitato Controllo e Rischi: Presidente Mara Anna Rita Caverni, componenti Valentina Montanari e Aurelio Regina; – per il Comitato Remunerazione e Nomine: Presidente Aurelio Regina, componenti Mara Anna Rita Caverni, Giulia Bongiorno e Marco Maria Fumagalli; – per il Comitato Parti Correlate: Presidente Fabio Cerchiai, componenti Marco Maria Fumagalli e Mara Anna Rita Caverni. Marco Nespolo è stato altresì nominato Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, ai sensi del Codice di Autodisciplina delle società quotate. Giovanni Sartor, Chief Financial Officer, è stato nominato dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari della società ai sensi e per gli effetti dell’art. 154-bis del D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e dell’art. 20.4. dello statuto sociale. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre accertato, con riferimento a tutti i suoi componenti, che non sussistono cause di ineleggibilità e incompatibilità e che tutti posseggono i requisiti di onorabilità e professionalità previsti dalla normativa applicabile e ha, inoltre, accertato che i consiglieri Fabio Cerchiai, Mara Anna Rita Caverni, Aurelio Regina, Giulia Bongiorno, Marco Maria Fumagalli e Valentina Montanari sono in possesso dei requisiti d’indipendenza stabiliti dalla legge e dal Codice di Autodisciplina. Sul sito internet della società http://company.cerved.com nell’area Assemblea degli Azionisti, all’interno della sezione Governance, è possibile reperire il curriculum vitae di tutti gli amministratori.

http://finanza.lastampa.it/notizie/0,810117/cerved_marco_nespolo_nominato_amministratore.aspx?refres&refresh_ce

I 26 atleti deferiti per doping: «Non aspetteremo un processo sommario» Saranno difesi da un team di avvocati con Giulia Bongiorno

«Non aspetteremo inermi davanti a un muro di essere fucilati dopo un processo sommario!». È la posizione emersa al termine di una riunione a Roma fra i 26 atleti azzurri che, nei primi giorni del mese, sono stati deferiti dalla Procura antidoping con l’accusa di avere volutamente omesso di compilare i documenti necessari per garantire la propria reperibilità da parte di chi è preposto ai controlli. «Ci siamo guardati in faccia per la prima volta dopo l’accaduto – dichiara la lanciatrice del martello, Silvia Salis, alla quale il gruppo di atleti ha affidato il compito di coordinare la comunicazione – e abbiamo convenuto che il modo migliore per affrontare la situazione è agire con granitica compattezza. Così faremo».
Gli atleti hanno affidato la propria tutela legale a un gruppo di avvocati: Giulia Bongiorno, Giovanni Fontana, Antonio Derensis e Fabio Milano. «Siamo vittime di una situazione paradossale – afferma Fabrizio Donato, bronzo ai Giochi di Londra 2012 nel salto triplo – che si è creata per colpa del malfunzionamento di un sistema sulla cui efficienza avrebbero dovuto vigilare Coni e Fidal. Non possiamo certo pagare noi per gli errori di qualcun altro. Per adesso pensiamo a difenderci, ma non escludiamo di intraprendere anche azioni volte a risarcirci, per quanto possibile, dei danni d’immagine ed economici che questa vicenda ci ha causato».
Alla riunione, insieme all’avvocato della Federazione, Guido Valori, ha partecipato anche il presidente Fidal, Alfio Giomi, che non ha voluto far mancare il proprio sostegno agli atleti, come del resto ha fatto dopo che l’apertura del caso insieme al presidente del Coni, Giovanni Malagò. «Deve essere chiaro a tutti che non stiamo in nessun modo parlando di una questione legata all’assunzione di sostanze dopanti. In ogni modo – ha detto Giomi -, è una vicenda che deve risolversi in tempi brevi, perchè molti di questi ragazzi si stanno preparando all’Olimpiade di Rio e devono poterlo fare con la giusta condizione psicofisica».

Mafia, non luogo a procedere per l’editore Ciancio

Il giudice per l’udienza preliminare di Catania ha disposto il non luogo a procedere per l’editore e direttore de La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo, nell’inchiesta in cui era imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. Per il gup il fatto non è previsto dalla legge come reato.

Per il gup di Catania, Gaetana Bernabò Distefano, non c’erano elementi necessari a istruire un processo. Il gup ha prosciolto l’editore e direttore de La Sicilia, annunciando il deposito della motivazione entro i prossimi novanta giorni. L’udienza era stata caratterizzata dagli interventi dei legali della difesa, gli avvocati Carmelo Peluso, del foro di Catania, e Francesco Colotti, dello studio di Giulia Bongiorno.
In precedenza la procura di Catania aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo, ma il gip Luigi Barone in udienza camerale aveva sollecitato nuove indagini.

I pm avevano quindi presentato la richiesta di rinvio a giudizio e nell’avviso di conclusione delle indagini la procura di Catania sottolineava che “la contestazione si fonda sulla ricostruzione di una serie di vicende che iniziano negli anni ’70 e si protraggono nel tempo fino ad anni recenti” e “riguardano partecipazione ad iniziative imprenditoriali nelle quali risultano coinvolti forti interessi
riconducibili all’organizzazione Cosa Nostra” e in particolare a un centro commerciale.

Nel procedimento si erano costituiti come parte civile l’Ordine dei giornalisti di Sicilia, con l’avvocato Dario Pastore, i due fratelli del commissario della polizia di Stato Beppe Montana, ucciso dalla mafia, Dario e Gerlando, con il penalista Goffredo D’Antona, e Sos Impresa, associazione antiracket di Confesercenti, con il legale Fausto Maria Amato.

Firenze, morte Veronica Locatelli: definitiva la condanna per l’ex sindaco Domenici

E’ divenuta definitiva la condanna a un anno e mezzo dell’ex sindaco Pd di Firenze Leonardo Domenici per la morte della ricercatrice Veronica Locatelli, precipitata la notte fra il 14 e il 15 luglio 2008 da un bastione del Forte del Belvedere dove era andata a festeggiare il suo trentasettesimo compleanno. La Corte di Cassazione ha infatti respinto i ricorsi dell’ex sindaco e degli altri due imputati, l’ex dirigente della cultura Giuseppe Gherpelli e Susanna Bianchi, presidente della cooperativa che gestiva l’estate del Forte, condannati come Domenici a un anno e mezzo per omicidio colposo. E’ stato così confermato l’impianto della sentenza di appello, che ribaltava quella di primo grado, affermando che «in nessun modo» Veronica era stata imprudente.

Per i giudici, Domenici, Gherpelli e Bianchi erano ben consapevoli della pericolosità del Forte, dove il 3 settembre 2006 aveva perso la vita lo studente romano di informatica Luca Raso, 20 anni, precipitando nel buio quasi nello stesso punto da cui due anni più tardi Veronica, ingannata dalle fronde degli alberi di Boboli, piombò nel vuoto. Nonostante la morte del giovane romano, il Forte era stato riaperto nelle ore notturne senza che venissero presi provvedimenti seri per impedire le cadute dai bastioni. Per la corte d’appello,
se il sindaco Domenici, Gherpelli e Susanna Bianchi «avessero privilegiato, con ordinaria diligenza, la pubblica incolumità, avrebbero consentito a Veronica Locatelli di vivere». La Cassazione ha ritenuto fondata la sentenza. In aula, assistiti dagli avvocati Enrico Grosso, Giulia Bongiorno, Mario Taddeucci Sassolini e Valerio Valignani, c’erano la mamma e il fratello di Veronica e altri familiari, e c’era la mamma di Luca Raso, Angela Manni.